Fino a dieci anni fa, nel governo francese era difficile trovare dipendenti pubblici con competenze digitali. Mohammed Adnene Trojette, ora vice segretario generale dell'Autorità di controllo del settore pubblico francese fece il suo primo ingresso nel governo nel 2009. Formatosi come ingegnere informatico, scoprì che pochi avevano competenze tecniche o interessi simili ai suoi.
"All'epoca, quando parlavo di software libero, standard aperti, software open source, mi trattavano come un alieno", ha affermato. Come molti altri Paesi, il governo francese si è affidato ad appaltatori per la fornitura di servizi informatici, un approccio che spesso ha determinato costi esorbitanti e sistemi inadeguati, in quanto il governo spende eccessivamente per progetti enormi che non comprende.
Oggi l'approccio del governo francese nei confronti della governance digitale è irriconoscibile. La World Wide Web Foundation ha definito il Paese il quarto migliore al mondo per quanto riguarda gli open data, e l'European Data Portal lo ha proclamato uno tra soli cinque trendsetter nella politica europea dei dati. Ma come ha fatto a registrare una trasformazione così rapida? E quali lezioni sono state apprese lungo il percorso?
Fuori dal laboratorio
Nel 2016, la Francia ha approvato il Digital Republic Act, una legge storica che ha reso il Paese il primo al mondo nell’imporre alle amministrazioni locali e centrali la pubblicazione automatica di documenti e dati pubblici.
L'apertura dei dati pubblici è notoriamente una delle basi su cui poggia la trasformazione digitale. Può stimolare l'economia consentendo la nascita di nuove imprese, aumentare la trasparenza e aiutare i cittadini a responsabilizzare il governo. La disponibilità di dati di alta qualità è inoltre il fondamento dell'intelligenza artificiale, un campo in cui il presidente Emmanuel Macron ha promesso che la Francia sarà all'avanguardia.
"Abbiamo sviluppato la nozione di 'servizio pubblico dei dati', fondamentale per l'economia e la società"
La legislazione, tuttavia, era solo una parte di un progetto di trasformazione più ampio guidato da Etalab, la task force digitale del governo francese.
"Quello che siamo riusciti a fare è stato sfruttare una forte volontà e una forte convinzione che i dati e l'apertura fossero la chiave per favorire la trasformazione digitale del governo", ha dichiarato Laure Lucchesi, direttore di Etalab. Costituito nel 2011, il laboratorio non si è limitato a preparare il terreno per gran parte dell'Act, ma ha anche contribuito a costruire alcune delle principali infrastrutture di dati del Paese.
Un esempio è data.gouv.fr, il portale governativo che ospita più di 40.000 _dataset _ pubblici provenienti da quasi 2.000 organizzazioni diverse. Un altro, lanciato nel 2017, è SIRENE, un registro aperto che riporta i dettagli legali ed economici di tutte le aziende in Francia.
"Abbiamo sviluppato la nozione di 'servizio pubblico dei dati', concentrandoci su alcuni registri di dati che sono veramente critici per l'economia e la società", ha detto Lucchesi. L'accesso a informazioni standardizzate e complete è una delle basi fondamentali dell'amministrazione digitale. Sono questi _dataset_che permettono al governo di costruire i servizi che che consentono alle persone di registrare le aziende online in pochi minuti. Lavorando in questo modo, Etalab ha creato le condizioni necessarie affinché le autorità locali e le organizzazioni civic tech iniziassero a lavorare sui propri progetti.
Passare al locale
Per Olivier Thereaux, responsabile del settore tecnologico dell'Open Data Institute (ODI), l'eccessiva attenzione alla legislazione approvata dal governo centrale oscura i veri fattori alla base della trasformazione digitale della Francia. Secondo Thereaux, gran parte del lavoro e della sperimentazione si sono svolti nelle amministrazioni locali, spesso trascurate.
Dalla fine del 2017, l'ODI ha coordinato dei progetti di collaborazione sui dati aperti tra alcune città selezionate nel Regno Unito e in Francia. Le piccole organizzazioni sono state incoraggiate e finanziate per collaborare a progetti comuni utilizzando dati aperti, molti dei quali sono stati resi disponibili grazie alle riforme del governo francese.
La legislazione, ha affermato, rappresenta un via libera per gli innovatori del governo locale e della società civile. "A livello di gruppo della società civile locale, è possibile notare che, a livello nazionale, c'è il desiderio di realizzare un governo più aperto", ha osservato. "C’è una motivazione abbastanza forte per respingere l'argomentazione che è troppo costoso o troppo complicato."
"Nel nostro DNA è presente uno spirito imprenditoriale e un atteggiamento pionieristico"
In uno dei progetti dell'ODI, le città di Lille e Leeds hanno collaborato per completare un’analisi comparativa dettagliata dei settori tecnologici di ciascuna città. Utilizzando dati aperti di alta qualità provenienti da SIRENE e da altre fonti, il team del progetto ha confrontato le economie delle due città ed è riuscito a identificare le aree in cui ciascuna città potrebbe svilupparsi ulteriormente. In un progetto separato, Transfermuga, uno sviluppatore ha creato un pianificatore di itinerari per viaggiare tra la Francia meridionale e i Paesi Baschi.
Funziona in entrambe le direzioni. Etalab stessa ha collaborato con le località per raccogliere dati sui trasporti. Con la creazione di un punto di accesso nazionale Etalab riunisce i dati di trasporto di tutta la Francia. In questo modo, mira a creare una rete sociale nazionale di dati sui transiti, dove le persone non siano solo in grado di utilizzare i dati sul trasporto, ma anche di "porre domande alla persona di quel territorio che può rispondere al meglio."
Forse l’Atto si è concentrato troppo sul quadro nazionale. "Si è parlato molto di dati nazionali, il che mi sembra un'occasione persa visto che c'è molto dinamismo e iniziativa a livello più locale", ha detto Thereaux.
Rinnovare la forza lavoro
Ma il più grande motore della trasformazione è stato forse la nuova enfasi posta dalla Francia sull'attrazione dei migliori talenti digitali nel servizio pubblico francese. Se inizialmente Etalab era stata concepita come un piccolo team con sede nell'ufficio del Primo Ministro, da allora è diventata un dipartimento a tutti gli effetti, con esperti di dati, sviluppatori e specialisti tecnici in grado di costruire servizi innovativi propri.
Questo cambiamento ha richiesto un reclutamento più rapido e migliore, in gran parte realizzato da un programma denominato "Entrepreneurs d’Intérêt Général". In corso da tre anni, il programma si ispira al sistema di borse di studio presidenziali per l'innovazione sviluppato negli Stati Uniti ed è dedicato al reclutamento di talenti digitali in tutti i settori dell'amministrazione.
Gli specialisti di tecnologia, che altrimenti avrebbero un costo elevato altrove, vengono assunti dal governo per lavorare su progetti agili e all'avanguardia, inizialmente con contratti a breve termine, con stipendi che possono competere con quelli che potrebbero ricevere nel settore privato.
"Si tratta di un grande cambiamento culturale da promuovere: l’apertura dei dati non è facile".
Per Trojette, si tratta di contribuire a cambiare il modo in cui il governo lavora. "Sono pagati abbastanza bene, hanno la responsabilità di implementare una soluzione digitale e, inoltre, di renderla sostenibile all'interno dell'amministrazione in modo che, quando se ne andranno, la soluzione non se ne vada con loro", ha detto Trojette. "Riusciamo a trattenerli per almeno 10 mesi nel settore pubblico, e questo fa la differenza".
Più che il denaro, per Lucchesi ciò che attrae gli specialisti è la possibilità di lavorare su progetti che fanno la differenza nella vita civile, ma senza ostacoli burocratici. È una cultura del cambiamento che Etalab ha contribuito a promuovere. "Nel nostro DNA è presente uno spirito imprenditoriale e un atteggiamento pionieristico, quindi stiamo sperimentando, cercando di mettere in pratica ciò che predichiamo e di realizzare cose concrete, strumenti e soluzioni", ha dichiarato.
Con l'evoluzione del governo, è essenziale disporre di persone con le competenze necessarie per fornire servizi. "Sempre più persone nel servizio pubblico francese stanno capendo che il governo si sta trasformando in un editor di software", ha detto Trojette. "Stiamo infatti fornendo servizi pubblici digitalizzati: o stiamo scrivendo o acquistando codici per fornire servizi pubblici".
I prossimi passi
Aprire i dati per legge non significa necessariamente che tale apertura sia poi implementata nella pratica. Per Trojette, c'è un paradosso tra ciò che promette il Digital Republic Act e ciò che è emerso.
"Il problema è che molte organizzazioni pubbliche non stanno attuando la legge", ha osservato. Sebbene l'Act sia, nel complesso, "positivo", c'è ancora molta resistenza.
L'apertura dei dati non è mai semplice, non basta trovare le informazioni e metterle online. Affinché funzioni efficacemente, richiede che i funzionari pubblici prima trovino i dati e poi li organizzino e li pubblichino in formati standardizzati. Costruire un registro completo può significare raccogliere informazioni provenienti da diversi dipartimenti, il che rende necessaria la collaborazione. In breve, significa imparare a lavorare in modo nuovo.
"Bisogna promuovere un grande cambiamento culturale. Aprire i dati non è facile", ha osservato Lucchesi. "Manca inoltre una reale comprensione dello scopo dell'apertura dei dati. Dobbiamo portare testimonianze, usare esempi e mostrare l'impatto della politica dei dati aperti per favorire il cambiamento".
Più di ogni altra cosa, l'impegno del governo francese per la riforma dei dati aperti ha dato la possibilità sia ai gruppi di governo locale sia ai gruppi di civic tech di tentare progetti propri.
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(Image Credit: Flickr)
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